Il mio lavoro

Le donne


Mi appassiona entrare in contatto con ragazze, ragazzine, giovani donne con ancora tutta la vita da scrivere, donne mature con interessanti consapevolezze e donne anziane con la saggezza dei bilanci a posteriori ed ancora tanta voglia di percorrere un cammino. Mi pongo di fronte a loro con la curiosità di una viaggiatrice che vuole scoprire gli aspetti più e meno evidenti del posto in cui è arrivata.

L’ascolto


L’umiltà del curante all’interno della relazione di cura. Questo ritengo che sia un tratto fondamentale del buon medico. Umiltà di fronte alla paziente ed alla sua conoscenza di se stessa. Umiltà che porta ad ascoltare impressioni, paure ed interpretazioni che la paziente ha dato dei suoi sintomi. Umiltà che porta alla consapevolezza di non potere sapere, ricordare tutto e quindi di non potere incasellare tutto in categorie chiare e semplici che tranquillizzino il medico, prima ancora della paziente. Bisogna accettare che la diagnosi possa essere nascosta, poco chiara, possa richiedere tempo e tentativi e bisogna spiegarlo alle pazienti, accettando anche la loro frustrazione a riguardo.

Prendere per mano


Prendere per mano le donne all’inizio dell’avventura della gravidanza ed accompagnarle, con mano ferma e passo sicuro; rimanendo sempre vigili per individuare le gravidanze che si complicano, ma senza creare ansie inutili alle donne.

Il corpo umano


Ho cominciato a studiare medicina per diventare Neuropsichiatra infantile.
Volevo occuparmi di bambini che si chiudono in se stessi, provare ad entrare in quell’universo esclusivo che si creano, rimanendo imprigionati. Ho quindi accettato di dover passare attraverso lo studio del corpo umano. Mi sembrava un noioso scoglio da dover superare, per raggiungere l’obiettivo sperato.
Mi sono poi appassionata al funzionamento del nostro corpo, alla sua fisiologia ed ai diversi modi che ha di ammalarsi. Ogni capitolo sembrava valere quanto interi trattati di filosofia della vita.
Ora amo entrare nelle vite delle persone, avendo ben chiaro che il corpo e l’anima, la mente, il cuore (chiamiamoli come vogliamo) sono un tutt’uno, e ogni tanto il corpo si ammala per dar voce a sentimenti, malesseri, emozioni a cui non diamo spazio.

Disegnato da nicomiyakawa