Chiara Gregori

Spec. in Ginecologia e Ostetricia - Sessuologa clinica - Consulente Sessuale

“Quando la notte” di Cristina Comencini


quando-la-notte
Libro molto bello e sincero, secondo me.
Parla, tra le altre cose, dell’ambivalenza dell’amore materno, stretto tra il bisogno di preservare noi stesse ed un legame assoluto con i figli.
Da leggere per sentirsi meno sole.


Tratto da http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/quando-la-notte/

Trama

Una storia di attrazione e di amore estremi sullo sfondo paradossalmente claustrofobico delle Dolomiti. Il lato oscuro del sentimento materno e il lato oscuro del desiderio. Un uomo e una donna – un duello, una sfida, un’estasi che non può durare. Dal libro, il film omonimo di Cristina Comencini, con Claudia Pandolfi e Filippo Timi.
È estate, Marina è in montagna con il figlio piccolo, sola di fronte alla propria incapacità di essere la brava madre che dovrebbe, che vorrebbe, essere – una sensazione che si affanna a nascondere alla famiglia e persino a se stessa. Il suo padrone di casa, Manfred, è un montanaro rude e silenzioso, che nasconde con la ruvidezza il trauma di un doppio abbandono: quello della madre e quello della moglie, che gli ha portato via anche i figli. Il figlio di Marina accidentalmente cade dal tavolo, il sangue scorre, lei è incapace di reagire. Manfred salva il bambino e scopre il “segreto” di quella donna che ha continuato a spiare: Marina non è in grado di accudire il suo bambino. Ben presto però anche Manfred viene smascherato come l’uomo traumatizzato e angosciosamente solo che è: lo smascheramento è tanto più doloroso perché avviene dopo un incidente (in montagna, là dove lui dovrebbe sentirsi più sicuro e forte) nel quale rischia di perdere la vita ma viene salvato da Marina. Per un attimo lunghissimo sono stati l’uomo e la donna che si guardano, si sfidano, si desiderano – e forse si vogliono morti, tanto è intollerabile e estremo il loro desiderare.